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Rimane la mascherina in classe: «Toglierla sarebbe rischioso»

Il consigliere di Stato Manuele Bertoli proporrà al Governo di mantenere la misura fino alle vacanze autunnali anche per gli allievi delle medie a partire dai 12 anni – Dispensati dall’obbligo docenti e studenti che esibiranno l’autocertificazione di vaccinazione o guarigione

In classe a volto coperto. La scuola decide di non sfidare la pandemia e di estendere l’obbligo della mascherina. Abbassare la guardia ora, di fronte a una situazione epidemiologica incerta e ai segnali preoccupanti in arrivo dalla Svizzera tedesca – dove i contagi sono esplosi con la ripresa delle lezioni – «potrebbe essere rischioso» . Il DECS preferisce essere cauto e non rischiare di compromettere la scuola in presenza.

Fino a fine ottobre

Così, almeno fino alle vacanze autunnali, la mascherina sarà praticamente obbligatoria per tutti, salvo alcune eccezioni. «Come abbiamo sempre detto, siamo in costante contatto con le autorità sanitarie e la situazione viene rivalutata costantemente», premette il consigliere di Stato Manuele Bertoli, che lunedì ha incontrato il medico cantonale per discutere la situazione. «In considerazione del numero di contagi tra i giovani piuttosto elevato verificato in altri Cantoni la settimana scorsa e del tasso di popolazione vaccinata ancora insufficiente, togliere la mascherina alle medie in modo indiscriminato come avremmo voluto poter fare (e come hanno voluto provare a fare altrove in Svizzera) risulta rischioso. Domani porterò quindi in Governo la decisione di prolungare l’uso obbligatorio di questo mezzo di protezione fino alle vacanze autunnali». Alle medie, almeno fino a fine ottobre, «varranno per gli allievi di almeno 12 anni le medesime regole già previste per le scuole postobbligatorie, ovvero obbligo di mascherina con possibili eccezioni in aula per allievi i cui genitori attestano l’avvenuta vaccinazione o guarigione, se si possono rispettare le distanze. Per gli allievi di prima classe (meno di 12 anni), invece, rimane la mascherina obbligatoria». In sostanza, se in un primo tempo il DECS avrebbe voluto rendere facoltative le mascherine per tutti gli studenti delle medie, la situazione dei contagi oggi non permette questo allentamento. Di conseguenza, la mascherina potrà essere abbandonata dagli allievi dai 12 anni solo in caso di guarigione o vaccinazione. E, soprattutto, solo se la distanza in aula potrà essere garantita. Stesso discorso per i docenti e per gli studenti del postobbligo.

«Segnale positivo»

In Ticino, il tasso di vaccinazione nella fascia tra i 10 e i 19 anni si attesta (tra prime e seconde dosi) attorno al 25%. «Considerato che fino a poco fa la vaccinazione non era raccomandata per i giovani, che sono stati gli ultimi a poter accedere alle vaccinazioni non essendo una categoria a rischio, lo reputo un segnale positivo, segno che anche tra i più giovani c’è chi ha deciso di compiere un atto protettivo verso sé stessi e la società, forse anche stimolati dalla possibilità di evitare eventuali quarantene e tornare ad avere una vita un po’ più vicina alla normalità», dice Bertoli. Per i docenti, invece, è più complicato capire quanti abbiano deciso di aderire alla campagna di vaccinazione. «Il termine per la consegna delle autodichiarazioni di avvenuta vaccinazione o guarigione dei docenti era ieri. Nei prossimi giorni avrò dunque un’idea più chiara della situazione». Il direttore del DECS si dice comunque «fiducioso sul fatto che un numero consistente di docenti abbia già fatto questo passo importante per proteggere sé stessi e gli allievi», ricordando anche «che stando a quanto detto dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) il rischio di eventuale trasmissione del virus per le persone vaccinate diminuisce del 70-90% e che 9 persone su 10 attualmente ospedalizzate in Svizzera non sono vaccinate».

Niente test di massa

Sul fronte dei test di massa, invece, il DECS tira dritto. Come ripetuto più volte, anche dopo l’invito arrivato dall’Ufficio federale della sanità pubblica, il Dipartimento dell’educazione non intende introdurre la misura. «Nei Cantoni che hanno deciso di adottare questo approccio il tasso di adesione volontaria ai test da parte degli allievi è in netta discesa dopo sole due settimane di scuola. Ciò dimostra una scarsa adesione a medio-lungo termine alla misura e rende ancora meno efficace questo sistema, che misura ma non protegge», sottolinea Bertoli. Non solo. «Anche i Cantoni che hanno adottato questo metodo ricorrono ora alla mascherina obbligatoria». La strategia adottata in Ticino «per il momento risulta essere più efficace: puntiamo sui gesti barriera che effettivamente proteggono dal contagio e offriamo test mirati se e dove ci sono indizi concreti di potenziali focolai».

Fonte: Corriere del Ticino

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