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«La quarta ondata è alle porte»

La conferenza stampa degli esperti da Berna: il tasso di vaccinazioni non è al momento sufficiente per evitare un probabile aggravamento della situazione – Nove persone su dieci ricoverate non sono immunizzate

Visto l’aumento del tasso di riproduzione del virus e di positività, la situazione attuale è assai preoccupante: insomma, una quarta ondata è dietro le porte. Lo ha dichiarato oggi, durante il consueto incontro con i media, Patrick Mathys dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il numero di infezioni cresce meno rapidamente, ma resta al livello visto durante la terza ondata.

Sulla base dei dati attuali, che secondo Mathys non consentono ancora di formulare previsioni esatte, il tasso di vaccinazioni non è al momento sufficiente per evitare un probabile aggravamento della situazione. Tale peggioramento si rispecchia anche nel numero di persone ricoverate a causa del coronavirus: dall’inizio di luglio, il numero di pazienti si è moltiplicato per trenta, con un incremento della pressione sulle strutture sanitarie, specie per quanto attiene alle cure intensive. Il personale sanitario non è attualmente sovraccaricato, ma qualora i numeri continuassero a salire, la Svizzera potrebbe ritrovarsi in una situazione simile a quella della seconda ondata.

Circa le vaccinazioni, Mathys ha dichiarato che i dati dimostrano che nove persone su dieci ricoverate non sono immunizzate. La vaccinazione protegge quindi dallo sviluppare una patologia grave. Da qui l’appello a farsi vaccinare, soprattutto i più giovani, ma anche gli adulti: il virus si sta diffondendo rapidamente tra le persone oltre i 30 anni. «Con la diffusione della variante Delta – ha precisato Urs Karrer, vicepresidente della task force federale -, il rischio di finire in ospedale per le persone tra i 35 e i 45 anni è triplicato».

Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni (CFV), ha dal canto suo spiegato che a breve dovrebbe essere omologato per gli adolescenti tra i 12 e i 15 anni il preparato di Moderna (come già avvenuto per Pfizer/Biontech). E ha raccomandato la vaccinazione per i giovani dai 12 ai 15 anni. I dati a disposizione mostrano un’efficacia e una sopportabilità simile a quella delle classi d’età più elevate. Anche in questo caso, ha aggiunto, si tratta di farsi immunizzare con due dosi somministrate a distanza di quattro settimane l’una dall’altra.

La vaccinazione per i giovani, ma anche per tutti coloro che non l’hanno ancora fatto, è a suo dire raccomandata proprio adesso, alla luce della della rapida diffusione della variante Delta, molto più infettiva. I benefici superano gli svantaggi, a detta di Berger, specie per i ragazzi affetti da malattie croniche: non solo proteggono se stessi e le persone a rischio, ma si evitano anche eventuali quarantene, molto importante tra l’altro per consentire la frequenza scolastica.

Vaccinazioni

Circa gli effetti negativi delle vaccinazioni, Berger ha segnalato la comparsa di miocarditi, un’infiammazione del cuore. Finora, le persone colpite dal problema hanno registrato un decorso favorevole. Berger ha rammentato che anche la COVID-19 può tra l’altro sfociare in una miocardite.

Per quanto attiene a coloro che sono stati vaccinati con AstraZeneca all’estero, Berger consiglia un richiamo con un preparato ottenuto mediante il metodo MRNA. Non ci sono invece indicazioni per chi è stato vaccinato con preparati non ammessi nella Confederazione. Anche le donne incinte dovrebbero farsi vaccinare: al momento non ci sono indicazioni contrarie.

In merito a una terza dose, secondo lo specialista una tale eventualità potrebbe essere raccomandata per coloro che soffrono di gravi problemi di salute o sono immunodepressi, allo scopo di evitare l’insorgere di gravi patologie. Attualmente, però, è più importante che chi non l’ha ancora fatto si faccia avanti.

Il presidente dell’Associazione dei medici cantonali, Rudolf Hauri, ha invece «richiamato all’ordine» la popolazione: l’aumento dei contagi dimostra infatti che durante le vacanze estive sono state un po’ accantonate le regole di comportamento.

Fonte: Corriere del Ticino

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