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Ecco i crimini che sono diminuiti durante la pandemia

Un’analisi pubblicata su Nature Human Behaviour analizza l’andamento di alcuni crimini con le restrizioni ai movimenti dovute alla pandemia. Ecco cosa ha osservato

Potremmo annoverarlo come uno dei pochi risvolti positivi associati alla pandemia: con il Covid-19 sono diminuiti anche (alcuni) crimini. Un risultato forse un po’ ovvio a una lettura superficiale, alla luce delle restrizioni messe in atto per contrastare l’epidemia, ma non scontato in realtà e sostanziale, scrive oggi il team di ricercatori dell’University of Cambridge e dell’University of Utrecht che ha esaminato la questione. I crimini, almeno quelli segnalati dalle autorità, sono diminuiti di più di un terzo con le restrizioni al movimento.

L’analisi – presentata sulle pagine di Nature Human Behaviour – ha preso in esame i dati provenienti da 27 città di 23 paesi, sparsi tra Europa, Americhe, Asia e Medio Oriente, soggette a misure di restrizioni ma in maniera molto diversa, sottolineano gli autori. In alcuni casi infatti l’invito di stay-at-home è rimasto tale, una raccomandazione, in altri invece le violazioni erano punite con sanzioni. I ricercatori hanno osservato come variavano sei crimini in particolari dopo l’attuazione di queste misure (aggressioni, furti generici, furti in appartamento, rapine, furto di veicoli ed omicidio). Se per alcuni crimini è lecito attendere una riduzione (come i furti in casa, più sorvegliate in periodi di restrizioni), per altri il trend potrebbe essere l’opposto, rimarcano gli autori. Con la popolazione per lo più soggetta a restrizioni di movimento sono meno le persone in circolo, e quindi magari anche le occasioni di scontro in pubblico, ma possono aumentare i casi di violenza domestica o i furti in edifici e negozi lasciati vuoti.

Fatte le dovute premesse, quello che i ricercatori hanno osservato è una generale riduzione dei crimini: meno 46% di rapine e 47% di furti generici, meno 28% dei furti in edifici, meno 39% per il furto di veicoli, meno 14% per gli omicidi. Totale: meno 37% di crimini nelle 27 città analizzate (nessuna italiana) con le restrizioni imposte con la pandemia, con riduzioni maggiori in generale quanto più stringenti erano le misure anti-Covid.

“Abbiamo osservato gli effetti maggiori per quei crimini che portano alla convergenza di criminali motivati e vittime/target ideali presso spazi pubblici,probabilmente perché molte meno potenziali vittime passano tempo in punti caldi per la criminalità come aree urbane con concentrazione di attività commerciali e intrattenimenti” si legge a motivazione nel paper. In maniera analoga i ricercatori spiegano le minor riduzioni osservate per gli omicidi, pur registrate: in molti casi si tratta di crimini che avvengono a livello domestico o all’interno di contesti di criminalità organizzata, verosimilmente situazioni poco intaccate dalle misure di restrizione.

I valori complessivi riflettono sia dei trend che mascherano situazioni molto diverse. Per esempio, i crimini sembrano calare abbastanza rapidamente per poi tornare a crescere dopo poche settimane, e alcune città iù altre hanno sperimentato dei cambiamenti significativi. Notevoli le riduzioni di aggressioni o rapine a Barcellona, così come le aggressioni a Rio de Janeiro o Lima. Qui, in Sudamerica, anche le riduzioni di omicidi, nel complesso più modeste, sono state più pronunciate, spiegano dll’Univerità di Cambridge. Non è escluso però, concludono gli autori, che queste riduzioni di crimini si siano accompagnati a un aumento in altri ambiti, come frodi o cybercrime.

Fonte: Wired.it

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