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Soggiorni in Ticino? Dimostra di essere covid-free

La possibilità di richiedere un test che certifichi la negatività al virus potrebbe interessare agli albergatori del nostro cantone che si appresta ad accogliere turisti d’Oltregottardo

Confrontate con la pandemia, diverse strutture alberghiere italiane hanno introdotto l’obbligo di presentare un certificato che attesti la negatività al virus. I clienti devono esibire un test COVID effettuato non più tardi di 72 ore prima di accomodarsi nelle loro camere. Una misura introdotta per arginare la diffusione del coronavirus che potrebbe forse piacere anche al Ticino che si appresta ad accogliere i turisti d’Oltregottardo.

La Pasqua si annuncia all’insegna del tutto esaurito. Mentre albergatori e titolari dei camping gioiscono, il resto dei ticinesi non dorme sonni tranquilli. La preoccupazione è comprensibile. Un anno fa il nostro Cantone veniva travolto dalla prima ondata della pandemia, più dolorosa rispetto a quella vissuta dalla Svizzera interna. Uno scenario da incubo che nessuno di noi intende rivivere.

Oggi, mercoledì 24 marzo, pure il ministro della sanità Raffaele De Rosa ha confessato sulle pagine del nostro giornale di essere molto preoccupato per l’afflusso in massa di turisti dalla Svizzera interna.

Una volta varcato il Gottardo, potrebbero comportarsi con la tipica spensieratezza di chi è in vacanza, lasciandosi alle spalle le regole dettate dall’emergenza sanitaria.

Le foto pubblicate in queste ore sui social non fanno ben sperare: gruppi di turisti sono stati già sorpresi mentre si godevano il sole del Ticino, tutti insieme appassionatamente.

Al di là dell’obbligo di indossare la mascherina introdotto da alcune città del Cantone, non esistono altri strumenti per dribblare i contagi provenienti da Oltregottardo. Allora perché non seguire l’esempio italiano? Non costerebbe nulla e limiterebbe la diffusione del virus senza far perdere preziose prenotazioni al turismo ticinese.

Fonte: Corriere del Ticino

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