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La spesa in Italia preoccupa

La Lombardia torna gialla, ma chi vuole varcare il confine per fare acquisti o riabbracciare i parenti dovrà presentare un tampone negativo – Gli allentamenti del governo italiano potrebbero spingere il Consiglio di Stato a chiedere a Berna delle contromisure

Dopo le polemiche per gli errori nei dati e il conseguente passaggio alla zona arancione, la Lombardia da oggi torna a colorarsi di giallo e qualcosa cambierà anche per i ticinesi che vorranno passare il confine. L’ultima volta di una Lombardia gialla era stata la due giorni del 7 e 8 gennaio, ma in quel caso si era trattato di un «giallo rafforzato». Ora, invece, è un vero e proprio allentamento che permetterà ai cittadini lombardi di spostarsi liberamente all’interno della regione, così come di tornare a pranzare al ristorante o di bere un caffè al bar. L’autocertificazione rimarrà necessaria soltanto per chi si muove tra le 22 e le 5, mentre non servirà più durante il giorno. I bar e i ristoranti torneranno ad accogliere i clienti fino a un massimo di quattro persone per tavolo e non oltre le 18. I negozi riapriranno negli orari consueti, mentre nelle giornate festive e prefestive rimarranno chiuse le attività all’interno dei centri commerciali, a eccezione di alimentari, tabacchi, edicole, parafarmacie e fioristi. Non solo: sarà di nuovo possibile andare a visitare mostre o musei, che saranno aperti al pubblico con ingressi contingentati.

Una stretta da Berna?

L’allentamento delle misure deciso nella vicina penisola potrebbe invogliare molti ticinesi a varcare nuovamente il confine, soprattutto durante il fine settimana. Proprio la maggiore mobilità delle persone sembrerebbe impensierire il Consiglio di Stato che, stando a nostre informazioni, è pronto a scrivere nuovamente al Consiglio federale per chiedere l’introduzione di maggiori controlli alle dogane, in modo da scoraggiare il turismo degli acquisti e, più in generale, ridurre gli spostamenti dei ticinesi. Il Governo teme infatti che una maggiore circolazione delle persone lungo la frontiera possa vanificare tutti gli sforzi messi in campo finora per contenere i contagi. La misura che il Ticino intende chiedere a Berna non sarebbe d’altronde una novità e andrebbe nella direzione di vietare, come accaduto la scorsa primavera, il turismo degli acquisti e renderlo sanzionabile con una multa al rientro in Svizzera. L’obiettivo è disincentivare lo sconfinamento in questo momento in cui la situazione migliora ma rimane comunque instabile.

Cosa cambia per noi

In attesa di capire in che direzione si muoverà Bellinzona, il ritorno al giallo dei nostri vicini di casa permetterà a molti ticinesi di riabbracciare un parente che si trova oltre ramina o, più semplicemente, di riappropriarsi delle vecchie abitudini, come poter fare la spesa oltreconfine o due passi in centro a Como senza incorrere in sanzioni. Già, perché se fino a ieri era consentito entrare dall’estero in Lombardia solo per «comprovate necessità» o per ragioni lavorative, ora questo vincolo viene a cadere. Attenzione però, perché come avveniva già in dicembre, chi vuole andare in Lombardia per turismo (compreso quello degli acquisti) o per fare visita ai propri cari deve presentare un’attestazione che confermi di essersi sottoposto, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nella Penisola, a tampone (PCR o rapido) risultato negativo. Chi non lo farà, all’arrivo in Italia dovrà mettersi in isolamento fiduciario per 14 giorni. Aver contratto il coronavirus nei mesi scorsi e avere un test sierologico che confermi la presenza degli anticorpi non può sostituire il tampone. Quindi, anche coloro i quali hanno già la certezza di essere guariti, per varcare il confine dovranno comunque effettuare un test.

Le eccezioni

Alcune eccezioni sono previste per chi entra in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per «comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza», con l’obbligo, allo scadere di questo termine, di lasciare il territorio nazionale o di mettersi in quarantena fiduciaria. Inoltre, può essere esentato dall’obbligo di presentare un tampone negativo chi transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore. Allo stesso modo, un lombardo che volesse varcare il confine elvetico, senza ragioni di «comprovata necessità» o lavorative, può entrare senza problemi, ma al momento di tornare oltreconfine dovrà mostrare di avere effettuato un test, con risultato negativo, entro 48 ore dal rientro in Italia. Infine, bisogna ricordare che una volta in Italia, lo spostamento fra regioni è vietato, almeno fino al 15 febbraio.

Fonte: Corriere del Ticino

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