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Come funzionano i vaccini che stanno per arrivare

Tanti quelli in fase di sviluppo clinico, alcuni più innovativi di altri. Un piccolo ripasso per conoscere le basi dei vaccini in arrivo

Ci siamo, quasi. I primi vaccini contro Covid-19 dovrebbero arrivare nel giro di qualche settimana, secondo le previsioni più ottimistiche. Li abbiamo conosciuti prima tramite l’annuncio dell’avvio di sperimentazioni, e poi, con l’arrivo dei primi risultati, della loro efficacia dichiarata (con tutti i limiti che questo comporta). Su come funzioneranno nella pratica, nel real world, sono ancora diversi i non lo sappiamo, ma di cosa sono fatti in sostanza i diversi vaccini?

Il panorama è vasto, ma concentriamoci su quelli più vicini, su quelli previsti nel piano vaccinale anti-Covid del ministero della Salute, ovvero su AstraZeneca, Johnson & Johnson (Janssen), Sanofi, Pfizer/Bnt, CureVac e Moderna. Possiamo raggrupparli in base alle loro caratteristiche, per come sono fatti.

Così, finiscono nello stesso gruppo quelli di Moderna, Pfizer/Bnt e CureVac. Tutti infatti sono cosiddetti vaccini a mRna, ovvero vaccini che utilizzano questa molecola per far produrre all’ospite una proteina del virus. Il principio è questo: l’mRna (acronimo che sta per rna messaggero) fornisce alle cellule dell’ospite le istruzioni per produrre una proteina del virus (come la proteina Spike, quella che il virus usa per entrare nelle cellule). In questo modo un pezzettino del virus viene prodotto all’interno del corpo, è riconosciuto come estraneo e induce il sistema immunitario a preparare una risposta. L’mRna viene trasportato nell’organismo impacchettato all’interno di nanoparticelle lipidiche. Fino all’approvazione del Regno Unito dei giorni scorsi, nessun vaccino a mRna era mai stato approvato per l’essere umano.

Più tradizionali sono invece gli altri vaccini. Quello Sanofi, per esempio, è un cosiddetto vaccino a subunità, in cui nella persona da vaccinare viene inoculato un pezzettino del virus (pezzi di proteine), allo scopo di stimolare il sistema immunitario. Infine i prodotti sviluppati da Astrazeneca e da Janssen sono vaccini a vettori, che utilizzano dei virus (in questo caso adenovirus, incapaci di replicarsi) per trasportare nell’ospite materiale genetico del coronavirus, il quale servirà, al pari dell’mRna, per la produzione delle proteine antigeniche (la solita proteine spike), riconosciute come estranee dal corpo, e contro cui si svilupperà la risposta immunitaria.

Fonte: Wired.it

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